La nostra storia

Stemma della famiglia, Family coat of arms, Wappen der Familie
cantina Berioli, the cellar Berioli, Der Keller Berioli
Vigna, Vineyard, Weinberg

L’azienda agricola Berioli esiste a Montesperello di Magione già dall’inizio del 1900. Da allora la coltivazione della vite, dell’olivo e del grano hanno caratterizzato le produzioni agricole.

 

La zona è quella delle rotonde e verdi colline che circondano il Lago Trasimeno di fronte ai paesi di Magione (4 chilometri dall’uscita di Magione del raccordo autostradale Perugia-Bettolle) e Corciano (7 chilometri dall’uscita di Corciano) a 12 chilometri dalla città di Perugia, a 5 chilometri dal Lago Trasimeno. L’olio ottenuto dalle olive aziendali è sempre stato di ottima qualità.

Il vino è sempre stato però il prodotto che più contribuiva al bilancio economico della famiglia.

Ma solo negli ultimi anni, grazie alla preparazione, la capacità, la volontà e l’esperienza del suo titolare Roberto Berioli, i vini prodotti hanno raggiunto un elevato livello di qualità. Infatti con la sua filosofia e la sua attenzione alla ricerca, pur rispettando le tradizioni, sono state introdotte in azienda numerose innovazioni con una particolare attenzione agli aspetti viticoli: “perché è nella vigna che nasce il vino.

 

Grazie alle acquisizioni avvenute negli ultimi anni, alla ristrutturazione ed al reimpianto di nuovi vigneti, attualmente l’azienda Berioli coltiva 11 ettari di vigneto. Le viti sono parte allevate a Guyot e parte a cordone speronato (5 mila piante /ha).

Poca concimazione, molta cura nella difesa dalle malattie, la cimatura dei tralci e la defogliazione nella zona dei grappoli, portano tutti gli anni uva sana e matura alla vendemmia.

 

La cantina di invecchiamento è ricavata nei vecchi locali cantina opportunamente ristrutturati e dove il vino rosso passa nel legno di Barriques di rovere francese almeno 12 mesi. Locali cantina che hanno visto tante vendemmie ormai lontane, ma che portano alla memoria un modo di trattare l’uva ed il vino come qualcosa di prezioso che viene dalla terra.

Come il vinsanto messo ad invecchiare su caratelli posti sopra le botti di cemento vicino ad una finestra, perché sentisse non il fresco della cantina, ma il caldo ed il freddo che vengono dall’esterno.

 

Oggi Roberto Berioli con sua moglie Cristina e con i figli Matteo ed Assunta con le rispettive famiglie, hanno ripreso in mano questa storia per continuarla nel rispetto del luogo e della famiglia Berioli.